Lo spirito di Assisi, il simbolismo del mosaico, la ricerca
della Pace
Riflessioni di un imam italiano
Il mosaico arricchisce numerose opere d'arte nel mondo islamico
antico e recente. Molte decorazioni tradizionali che nobilitano
la bellezza architettonica delle moschee e delle sedi
dell'insegnamento religioso sono caratterizzate dall'armonia e
dalla dinamicità del mosaico geometrico. I maestri musulmani di
questa arte sacra insegnano che questa forma artistica è utile a
favorire le riflessioni spirituali dei fedeli che, trovando il
proprio orientamento da un punto centrale, possono seguire la
traccia misteriosa di un disegno, di un itinerario spirituale,
che parte dalla specificità di un singolo pezzo per articolarsi
in una serie di diverse forme geometriche che vengono a loro
volta ripetute e collegate con altre forme, altri centri, altri
colori, altri pezzi di uno stesso mosaico che sembra svilupparsi
all'infinito. Il mosaico rappresenta così lo strumento che
meglio permette di contemplare l'infinito o l'incommensurabilità
dell'ordine divino seguendo la traccia di un disegno dove si
passa dal particolare all'universale.
Il Profeta Muhammad afferma che “le differenze nella mia
comunità sono una misericordia”, proprio come i pezzi di un
mosaico che, pur essendo unito da una stessa colorazione o da un
medesimo materiale, è composto da pezzi tutti diversi, ma che
quando vengono messi insieme nel modo giusto riescono a
rappresentare un disegno del Misericordioso. Così,
l'universalità del messaggio religioso dell'islam ha coinvolto
fedeli d'Oriente e d'Occidente, di culture, lingue, estrazioni,
sistemi politici e patrimoni artistici diversi ma tutti riuniti
da una stessa dimensione di fede, la fede nel Dio Unico del
Profeta Abramo, la fede nel Creatore dei cieli e della terra e
del primo uomo e profeta, Adamo, secondo il sacro Corano. Anche
il testo sacro della Rivelazione Islamica, il Corano, raccoglie
114 capitoli a loro volta suddivisi in un numero variabile di
versetti, tutti diversi tra loro ma provvidenzialmente raccolti
nell'espressione sintetica della dottrina del puro monoteismo,
dell'Unicità di Dio nell'islam.
Significativo, in tal senso, evidenziare la relazione che lega
il nome della religione, islam, con il nome dei credenti, muslim
(musulmano) e notare come entrambi i termini derivano da una
stessa radice che è quella di salam, pace, essendo as-Salam, la
Pace, uno degli attributi con il quale Dio si descrive nella
dottrina islamica. Ne consegue che essere servitori attivi e
testimoni passivi della Sua Pace corrisponde al principale
carattere del credente musulmano, che dedica la sua vita alla
realizzazione di questa nobile finalità non solo per se stesso
ma per l'umanità intera. La vera pace, infatti, non può essere
limitata, o piuttosto condizionata, da interessi individuali o
passionali, che siano a livello personale, familiare,
territoriale, culturale o confessionale, ma deve corrispondere
ad una apertura, ad una compartecipazione diffusa della grazia e
del dialogo che riguardi tutte le creature e l'insieme della
creazione.
Animato da questo principio di autentica apertura fraterna, Papa
Giovanni Paolo II ha chiamato accanto a sé le delegazioni di
tutte le comunità religiose del mondo, ad Assisi nel 1986, per
convergere e pregare, ognuna rispettando i propri riti
specifici, lo stesso Dio di Pace e Misericordia che ispira le
tradizioni spirituali dei credenti nel loro amore per il Signore
e per il prossimo. Nella città di un grande maestro di santità
come San Francesco, modello di essenzialità e ascesi spirituale,
in questi ultimi vent'anni si susseguono incontri di
approfondimento teologico e di ecumenismo che rinnovano la
speranza e il messaggio di pietà spirituale per una umanità che
non si lasci distrarre dal potere delle suggestioni
dell'egoismo, dell'avidità o dell'orgoglio, ma che sappia
mantenere il riferimento ad alcuni principi eterni e
trascendenti.
Imam Yahya Pallavicini